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Avventure di uno qualsiasi - Campeggio e l?olandes

 
Post #1


Avventure di uno qualsiasi - Campeggio e l?olandesSembrava che fossi là da una vita, invece erano circa due settimane, le ferite ancora mi facevano male, la partenza di Vale poi mi aveva messo ko. Fortuna che la moto mi venne ridata, era stata rimessa in sesto ed era tornata come prima. Al bar dalla Luigia i primi di agosto c?era sempre meno gente, già partivano per le ferie o qualcuno aveva la casa al mare e quindi i ragazzi della mia età erano via fino a fine mese, eravamo rimasti in sei. Luigia un giorno a sera inoltrata ci chiamo dentro mentre stava finendo le pulizie. ?Inciu, Alex, venite qua? ?Dì Luigia hai bisogno?? ?No, ma prendetevi le cassette e i cd che avete lasciato qui, chiudo per un po?, me ne vado in ferie!?La Luigia che va in ferie vuol dire che eravamo fregati, potevamo solo trovarci al parco o al campo sportivo.Il pomeriggio optai per il parco, ancora a giocare mi facevano male alcune ferite. Era pomeriggio presto e non c?erano ancora le mamme coi bambini, vi era una pace unica, ci capitavo con Vale la sera, fu lì che mi disse che voleva arrivare vergine al matrimonio ed io ero il ragazzo della sua vita. Ora era tutto finito, ma non sapevo guardarmi attorno. Il parco era fatto a U, circondava una vecchia villa, donata la comune negli anni sessanta da un riccone che stava per morire, dove ne fecero appartamenti per persone disagiate prima, che poi vennero comprati dagli affittuari. Si diceva che era la casa dove per la guerra portassero quelli che si credeva essere contro il fascismo e li torturassero, ma il capo della zona era anche un pervertito e si dice che portasse anche qualche donna, che magari normalmente lo rifiutava, che se la scopassero lui e i suoi amici, poi veniva rilasciata con l?obbligo di tacere sennò andavano a prendere il marito. Andai verso il lato di sinistra del parco dove infondo vi era una fontanella, volevo rinfrescarmi un po? la testa vista la calura di quei giorni. Mentre ero lì, di fianco a un albero notai una figura, era Giovanni il matto del paese, stava fissando il giardino della villa. Lo guardai meglio, aveva le braghe calate e teneva in mano il suo membro, si stava segando piano, non era ancora duro, aveva iniziato da poco. Volevo fargli uno scherzo, avvicinarmi da dietro e fargli passare paura, ma qualcosa mi fermò, era un movimento aldilà della rete, nel giardino vi era una donna. Andai dietro un cespuglio dietro Giovanni per essere nascosto e vedere meglio, e vidi bene, davvero molto bene ciò che stava guardando il matto.Era Luigia che stava prendendo il sole. Era seduta su uno sdraio, gambe aperte verso Giovanni, con un perizoma nero, era tutta depilata, nemmeno un pelo. Si stava spalmando la crema solare, guardava Giovanni, gli sorrideva, mentre si accarezzava i grossi capezzoli diventati turgidi, mentre il matto si smanettava che ormai aveva il cazzo in piena erezione. Si passò anche la mano sulla fica, cominciando a toccarsi le labbra e il clitoride, poi si distese con ancora le gambe aperte e iniziò a farsi un ditalino, guardando sempre verso Giovanni. Poi Giovanni emise degli urletti e vidi che stava schizzando, quattro schizzi belli, poi calò il ritmo della mano e vennero un altro paio di schizzi, minori, poi la mano andava piano e Luigia si rialzò, sorrise al matto, questi si avvicinò alla rete e mise il cazzo fra un buco che era stato fatto apposta e si scrollò l?uccello, Luigia rideva, si avvicinò glielo prese in mano e gli sentì dire: ?A fare la parte del matto ci guadagni sempre qualcosa, vero?? ?Si, se mi faccio una sega dicono che è perché son matto, ma sapessero la verità.? ?Dai, dai, su, che tanto ci guadagni tu? ?Ci guadagno se riuscirò a scoparti.? ?Aspetta e spera, caro, aspetta e spera. Accontentati.?Poi gli lasciò l?uccello, Giovanni si tirò su le braghe andandosene, Luigia si rimise il due pezzi continuando a prendere il sole. Aspettai un po?, poi andai alla fontanella, quando Luigia sentì uscire l?acqua dal rubinetto si alzò: ?Hei ciao Inciu, che fai qui?? ?Ciao Lu, son qui perché tu sei in ferie. Abiti qui? Non lo sapevo!? ?Si caro, abito qui. E? da molto che sei arrivato?? No, sono arrivato poco fa, ho visto che c?era Giovanni, ti ha dato noie?? ?Ah no tranquillo, quello è matto, ma sa quando non rompere? ?Bene, buon sole e buone vacanze Lu? ?Anche a te Inciu?Nel frattempo arrivarono i mie amici, erano rimasti Alex, Alessio, Davide, Luca, Cristian, al amssimo si poteva giocare tre contro tre a calcietto.?Raga, ho un idea? Esordì Alex appena arrivato.Cristian gli rispose: ?Che idea? Di solito le tue son cazzate assurde, tipo andare nei fossi in inverno e farci una pista da skate come nei fiumi di Los Angeles??No! No! Questa è ottima, andiamo in campeggio! Conosco il fratello dell?Elisa Boi, lui lavora là, io parlando con lei gli ho chiesto se può darci un posto anche in culo al mondo, stamane mi ha chiamato e ha detto che si, un po? lo trova, basta andare con un auto e la tenda,tariffa minima, e ci godiamo per due settimane!?Davide:? O te ti godi la Boi per due settimane??Luca:?Quello si gode la mano per due settimane? risate varieAlessio:?Immagino che l?auto è la mia?.?Alex: ?Ovvio, Cristian è stato bocciato già due volte, io Luca e Davide non l?abbiamo e Inciu deve ancora iniziare a scuola guida, in sei sulla sua 125 non ci si stà?Cristian:?Dai è una cazzata, ci tocca stare qui? e altri annuirono ma io risposi:?Invece non è una cazzata, dai raga, andiamo al mare, è pieno di turiste, anche straniere. Ci portiamo via un po? di roba, facciamo casino, beviamo, mangiamo, becchiamo qualche ragazza e magari ci si diverte?UN attimo di silenzio, lo interruppi dicendo:?Chi tace acconsente, andiamo in campeggio!?Arrivati in campeggio sembravamo la corazzata potenkim dei film di fantozzi, uno più fuori luogo dell?altro, organizzi per nulla, già arrivare fu un impresa, eravamo in sei su una fiat uno turbo, con in aggiunta una tenda, sei valige per i vestiti e svariate birre. Arrivati il fratello della Boi, la ragazza mirata Alex, ci portò nella nostra postazione, una pozza d?acqua dove nessuno si sarebbe mai messo per più del tempo di fare i bisogni. Ma andava bene così, avevamo intenzione di dormire quando tornavamo a casa. Alessio e Luca i più diligenti si misero a montare la tenda mentre alcuni di noi già stavano bevendo birra e mirando le turiste. Era pieno di tedeschi e inglesi, in cerca di posti selvaggi, di mare, buona cucina, e l?emilia dava tutte queste meraviglie.Alla fine la tenda venne montata da un tedesco, biondo, barba incolta, pancia d?ordinanza dell?esercito delle birre tedesche, gli offrimmo anche una birra ichnusa, apprezzò e ci invitò da lui per una birra dopo cena. La cena la passammo dal piadinaro, poi mentre rientravamo per dare un?occhio alla gente e alle ragazze in giro ci fermammo da Klaus, il tedesco che ci montò la tenda. La moglie Ina era una donna non molto bella, faccia secca e tipica da tedesca, poche tette, in generale secca tutta, l?unica cosa è che non portava reggiseno e con l?aria fresca della sera i capezzoli era sempre turgidi e si vedevano benissimo da sotto la canottiera, quando poi si piegava e la canottiera si abbassava si vedevano del tutto ed ebbi la conferma che era molto lunghi ma con un capezzolo molto stretto, poco più largo della punta turgida.Klaus parlava poco la nostra lingua, ma si faceva capire, soprattutto da ubriaco era più facile da capire. Mi scappò lo sguardo fra le sue gambe e notai che aveva il cazzo ingrossato, qualcosa lo aveva eccitato. Noi eravamo tutti maschi, ma non mi sembrava interessato, guardava oltre dove erano seduti Luca e Davide, cioè alla sua sinistra, girai lo sguardo e vidi chi faceva diventare il cazzo duro al tedesco.Era una famiglia di olandesi, erano sotto la veranda, due maschi e due donne, le donne, madre e figlia erano due splendide dee. Entrambe bionde, seni favolosi da perdersi a leccarli, la madre poi in quel momento si alzò e vidi subito il suo culo, un po? cadente e la pelle a buccia d?arancia, ma un culo favoloso, le gambe belle lunghe snelle che arrivavano su due caviglie perfette, strette, snelle. Mentre guardavo la madre, mi sentii osservato, girai lo sguardo, era la figlia che mi guardava. Gli sguardi si incrociarono, lei sorrise e sempre sorridendo guardò da un?altra parte, toccandosi poi i capelli. Ogni tanto il suo sguardo capitava verso di noi, certo da noi fra Klaus e noi amici, tranne Alex che era sparito, si era fatta una festa dove birra e cibo spazzatura ormai correva a fiumi, ma questo mi incuriosiva, dovevo cercare di beccarla avevo 9 giorni per farlo, non potevo perdere questa occasione.Finita la festicciola Klaus ci disse che se avevamo bisogno potevamo ripassare tranquillamente, Io e Cristian andammo in giro per il camping tanto per non andare a letto e goderci la notte. Andammo in una zona del campeggio dove vi erano solo casette, per lo più vi erano italiani e francesi, ci sedemmo su una panchina, Cristian era preoccupato perché Vale era andata via senza dire nulla, gli dissi di non preoccuparsi, avevo già affondato le mie disperazioni dentro un?altra tipa. Gli raccontai, omettendo che era la zietta, della scopata in piscina, poi raccontai anche di Evelina, che l?avevo vista scopare come un diavolo assetato di cazzo con Luis.Nel mentre un trambusto alle nostre spalle, ci eravamo seduti su una panchina davanti ai bagni pubblici, qualcuno era entrato in bagno sbattendo la porta. Ci aspettavamo di sentire un enormità di peti, invece nulla, nemmeno uno sciacquone, passarono dieci minuti, poi quasi venti. Cristian esordì: ?Non è che magari è qualcuno che stà male? Magari non riesce a chiamare?? ?Andiamo a vedere dai, visto la sfiga che mi perseguita meglio che mi tolgo il male già ora di farmi rovinare il campeggio??Vai tu in quello delle donne Inciu!? ?Ma che cazzo!? Sei tu che eri curioso? ?Si ma tu sei più fortunato? ?No, o ci facciamo cacciare entrambi o niente, che cazzo dia mico sei?? ?Andiamo i quello degli uomini, dai Inciu scherzavo, sai che mi butterei nel fuoco per voi??Andiamo?Entrammo, a dire il vero ero un po? impaurito, magari c?era davvero qualcuno che stava male, ma oramai eravamo oltre la porta. Dentro c?era una donna, con un solo accappatoio, appena ci vide si girò, si tolse l?accappatoio, in mano aveva una banconota da dieci mila lire, fece segno bocca e poi tre con le dita dell?altra mano, poi fica con il segno della mano ed infine il culo e fece segno due volte cinque. Il mio cazzo era già in estasi per l?olandesina, non reagiva, malgrado la donna di fronte a noi non era male. Aveva un seno ingombrante, una settima o ottava, due capezzoli molto scuri, fianchi larghi e un pancia da chi doveva avere fatto gia un paio di figli, qualche smagliatura, ma malgrado tutto era davvero una bella fica. Cristian estrasse subito il portafoglio, prese trenta mila lire, glieli diede senza dire nulla,lei li prese, li mise in una tasca dell?accappatoio, poi prese per mano Cristian ed entrò in una delle docce, chiuse la porta ma da sotto si vedeva che erano in due e uno di fronte all?altro. Cominciò il lavoro e si sentivano i classici rumori di chi succhia una bella nerchia, e poi qualche mugolio finto da parte di lei per far crescere l?eccitazione del partner, poi partirono i classici lamenti dal profondo del uomo che sta sborrando. Poco dopo la porta si riaprì, lei aveva gli schizzi sulle tette, usci in fretta, ogni movimento la sborra gli colava giu dalle tette, aveva degli schizzi che stavano arrivando dove poi il corpo si curvava e vi era la fica, tutta rasata. Prese dei fazzoletti del camping da vicino al lavandino, gli diede a Cristian che era ancora sudato e aveva il fiatone, poi lei andò al lavandino dove si ripulì. Nel mentre Cristian mi guardò e disse:?Amico mio fatti fare un lavoro da questa, succhia a una velocità pazzesca, ma quando sborri ti sembra di volare??Siete Italiani?? esordì la tipa. ?Si, io sono Cristian, lui Inciu.? ?Credevo eravate crucchi. Tu non lo tiri fuori??Mi si avvicino, mise una mano sul pacco, poi fece una faccia di chi era sorpresa, poi con la mano entrò e me lo scappellò. ?Dai non hai voglia di farti fare un bel pompino, o una bella scopata??Inizio una sega lenta, io la guardai in faccia, negli occhi e dissi:?Come ti chiami???Hanna, dai cosa vuoi fare???Nulla per ora, ti ritrovo qui nelle prossime sere???Certo ma perché aspettare???Verrò?.?Nel mentre sentimmo entrare qualcuno, eravamo entrambi col cazo di fuori, non facemmo in tempo a rimetterlo nei pantaloncini. Ci girammo, credendo che ormai eravamo fregati, erano Klaus e uno dei guardiani, ci guardarono, sorrisero, il guardiano esordì con:?Passiamo dopo? ?No han finito, lui non vuole fare nulla, allora facciamo come abbiamo detto ieri? Fica e culo per cento cinquanta mila??Ok, cara, dai che abbiamo voglia di divertirci?Klaus ci guardò i cazzi e disse: ?Se volere scopare mia moglie Ina, anche tutti sei se volere??Ehhhh?ci pensiamo su Klaus??Brava lei, prende cazzi bene e fare finche io dico basta? Intanto che diceva così Klaus si tolse il costume e sventolando il cazzo andava verso Hanna che gia si era abbassata per fare il suo lavoro.Uscimmo e restammo li davanti un attimo, dopo poco sentimmo dei lamenti della donna che si stava prendendo i due cazzi, probabilmente nello stesso momento. Restammo alla fine fino a che non si sentiva più nulla e prima che i due uscissero andammo via verso la nostra tenda.Dopo una nottata alla ghiaccio, la tenda era troppo piccola per tutti e sei, il mattino seguente, per fare colazione feci il giro lungo per passare davanti alla tenda roulotte della olandese, vidi solo la madre che stava preparando qualcosa, ma non vi era traccia dei figli e del marito.Arrivato al bar gli amici mi stavano aspettando anche se avevano già fatto colazione, a noi si era unita al tavolo la Boi, ragazza semplice, castana, occhi marroni, fisico leggermente generoso in fatto di curve e ciccia, ma che la facevano star bene e stava bene anche con quei pochi chili in più. Era molto alla mano, gentile, scherzava con tutti noi, ci conoscevano da sempre ed Alex era innamorato da sempre di lei. Furono o primi poi in futuro a sposarsi, circa sui venticinque anni, mai cose particolari da entrambi, ma poi dopo una decina di anni lei venne trovata a fare sesso in auto con uno appena conosciuto alla festa del paese, si separarono ed entrambi andarono ad abitare in provincia diverse per lavoro, mai più visti, qualche messaggio a natale, ma nulla più.Al tavolo si stava parlando del più e del meno, poi Davide mi disse: ?Il vicino di Klaus ha chiesto se stasera facciano una sfida a calcio in spiaggia, noi sei contro sei di loro, praticamente Italia vs Olanda. Ci sei??Era la mia occasione, non rifiutai. Il resto del giorno non facevo che aspettare l?arrivo della sera e di questa partita, dove sapevo che senz?altro lei sarebbe stata a vedere giocare i suoi amici. L?avevo vista in lontananza, avevano un ombrellone nella zona del bagno del camping, noi ovviamente al sole in spiaggia libera. Fianco a noi incontrammo delle ragazze, tre Alessia, Martina ed Erica, modenesi, Cristian, Davide, Luca erano già a fargli il filo, io aspettavo l?olandese che ancora non sapevo il nome, ma ormai mancava poco.Finalmente sera, l?appuntamento era nella spiaggia libera dopo il camping, il campo era visibile, avevano portato molte torce per delimitare il campo, sembra di giocare all?inferno col fuoco ai lati e ombre che ti guardavano ai lati. Arrivammo, sgangherati, ognuno con maglia diversa, uno di noi in ciabatte, un altro con la birra sotto braccio. Loro tutti con maglietta arancione, asciugamani, acqua e tifo al seguito. Arrivati Luca, quello che meglio parlava un lingua non italiana, si fece avanti, parlò, poi disse che dovevamo aspettare mancava il loro bomber. Un boato si levò, era arrivato, il bomber era la ragazza olandese che desideravo. Lei attaccante, io difensore, le cose si mettevano al meglio. La partita inizia, già male per noi, Cristian parte in attacco, perde palla, uno di loro lancia in avanti, la palla arriva a lei, stoppa di petto, io gli son dietro, la spingo, lei mi respinge spingendo in dietro il sedere poi s**tta di lato, io la trattengo e le faccio lo sgambetto, fallo, rigore. La fica è la fica, ma quando si gioca contro gli stranieri in spiaggia non c?è sesso che tenga, si gioca all?arma bianca. Comunque ci fa gol, azione dopo, palla parsa, tira gol ancora suo, era indemoniata, la cosa mi piaceva, era così per tutta la partita, molti contatti, dove spesso sentivo il suo fondo schiena appoggiato alle mie parti basse, oppure mischie dove anche lei mi teneva, metteva mani sul mio sedere o abbracciava, certo eran tutte mosse di gioco, ma i sorrisi che ci scappavano erano invitanti. Lei era davvero un olandese volante, quando saltava era sempre prima e più in alto di me, e più di una volta invece di prendere il pallone mi scontravo con le sue tette.Fine partita, pareggio, non ricordo quanto, ma era finita pareggio. Poi uno di loro ci disse la parola magica: ? beer?? Non si può rifiutare, quindi si accese un falò e tutti noi attorno, non c?eravamo solo noi anche alttri che guardarono la partita, semplici passanti, io mi avvicinai all?olandese volante.?Ciao, Inciu, tu???Ciao, Cristianne??Giochi bene, sei brava.? ?Grazie, gioco in una squadra di calcio nel mio paese, ci allena poi un vecchio che era nel Feyenord.? ?Parli bene l?italiano? ?Vengo da sempre qui in campeggio?Ci fu un attimo di silenzio, poi lei esordì: ?Andiamo a fare un giro? Fra un po? saranno tutti pieni di birra, ma io non bevo.?Andammo via, parlammo del più e del meno, arrivammo dove la spiaggia si stringeva e la pineta arrivava quasi al mare, entrammo, facemmo solo qualche passo, poi la vidi togliersi la maglia dell?olanda di Litmanen, i pantaloncini e il costume, poi disse: ?Io vado in acqua,se vuoi venire?.? Non me lo feci ripetere, mi spoglia in un lampo e la raggiunsi in acqua. In acqua ci lanciammo schizzi d?acqua, non c?era luna piena, ma si vedeva comunque bene e inutile dirlo che si vedevano bene sia i suoi capezzoli, turgidi e abbastanza larghi, e si vede bene il mio uccello che ormai era già abbastanza duro, ritto, pronto per farla godere. Non ci mettemmo molto ad avvicinarsi, lei era già eccitata dalla gara, dove mi disse che la eccitava giocare coi ragazzi proprio perché la trattano in maniera rude come gli uomini, ma poi a letto diventano teneri e vulnerabili finche non sborrano, gli piacere avere l?uomo in mano, goderselo. L?inizio fu una pompa, lenta dolce, la lingua che si lavorava bene la cappella, nelle labbra, poi scendeva su e giù per il tronco, un paio di volte, poi prese in bocca le palle e le succhiò mentre mi segava lentamente. Era bravissima, esperta, sapeva ciò che faceva e ciò che voleva. Si alzò in piedi e mi disse che voleva essere scopata, la porta sulla spiaggia, c?era un tronco abbandonato, andammo dietro, non che ci riparassimo da sguardi indiscreti, ma mi pareva più bello. La penetrai, lentamente, sentivo la fica aprirsi e ospitarmi, era bagnata, calda, lei sospirava, mi ritrassi ed entrai ancora, amo sentire la fica aprirsi e affondare fino a sentire che sono tutto dentro. Cominciai ad aumentare i giri, ad affondare con colpi sempre più veloci, secchi, nel mentre un po? la baciavo, e un po? gli leccavo i capezzoli, nel frattempo ebbe un orgasmo, emetteva i lamenti di chi gode e questi si sentiva bene in spiaggia, se c?era qualche guardone non me ne accorsi ma di sicuro qualcuno ci poteva sentire. Poi mi disse di mettermi sotto, voleva stare sopra lei, così facemmo, ed inizio un bel movimento, non lento, sostenuto, ma piano, piano aumentava, come aumentava pure il mio godimento, sentivo la sborra muoversi, era nelle palle che stava creando un certo prurito, lei aumentava i colpi con la quale faceva affondare il cazzo dentro di lei, la sentivo che stava aumentando i giri sempre più, sentivo che stava per aver un altro orgasmo. Le sue tette sobbalzavano sempre più, uno spettacolo meraviglioso, sicuramente qualcuno ci vedeva, lei sporgeva da dietro l?albero e i suoi lussuriosi lamenti erano ben udibili. Stava avendo un orgasmo ed io ero prossimo, gli urlai di togliersi che stavo per sborrare, con un balzo si alzò per poi appoggiarsi col suo corpo sul mio, mise una mano dietro di lei, sul mio cazzo, segandomi, ma bastarono due colpetti che venni. Sborrai sul suo culo, qualche schizzo andò anche sulla schiena, sentivo che stava godendo, fremeva, in faccia vedevo che era più colorita di prima, stava avendo un orgasmo. Finito di schizzare e lei di venire, si alzò, stava andando via quando gli dissi di succhiarmi il cazzo, di ripulirmelo, amavo sentire la lingua sulla cappella dopo aver sborrata. Le fece, mi succhio ancora piano tutto, lentamente, poi andammo in acqua. Gli pulii la schiena, il culo e anche in mezzo alle gambe aveva un paio di schizzi. Tornammo dall?albero, il vento della sera ci stava asciugando, era proprio l?olandese volante. Mentre tornammo verso il camping mi disse che l?indomani voleva fare pranzare assieme, i suoi andavano via, in romagna in un parco divertimenti, ma lei restava, sapevo già che ci saremmo divertiti.
07 Nisan 2021, at 11:54
Alýntý
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